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Kubrick su Kubrick

 

 
 

"Odio che mi si chieda di spiegare come "funziona" il film, che cosa avevo in mente, e così via. [...] "Spiegarli" non ha senso, ha solo un superficiale significato "culturale" buono per i critici e gli insegnanti che devono guadagnarsi da vivere". 

(tratto da "Stanley Kubrick" di E. Ghezzi, ed. Il Castoro Cinema, 1995)

 

"If it can be written, or thought, it can be filmed."

(tratto da "The Making of Kubrick's 2001" edited by Jerome Agel, 1970, Signet, riportata in http://pages.prodigy.com/kubrick/kubquot.htm)

 

"How could we possibly appreciate the Mona Lisa if Leonardo had written at the bottom of the canvas: 'The lady is smiling because she is hiding a secret from her lover.' This would shackle the viewer to reality, and I don't want this to happen to 2001."

 

"Un crittografo ha fatto notare che le lettere H, A, L, precedono rispettivamente I, B, M, (IBM). La probabilità statistica di un rapporto matematico tra queste sei lettere era di una su un milione. E non lo avevamo fatto apposta". 

(tratto da "Stanley Kubrick" di E. Ghezzi, ed. Il Castoro Cinema, 1995)

Il nome HAL, pensato da  Kubrick e Arthur C. Clarke, è la fusione di due parole: "heuristic" e "algorithmic". Esse indicano i due principali processi di apprendimento. Per i matematici un algoritmo è una procedura che porta a una risposta esatta mentre una procedura euristica dà come risultato una congettura, una supposizione. Un computer che cerca di prevedere l'andamento del mercato azionario, il risultato del campionato di calcio o che riesce a giocare una partita a scacchi, sta usando un metodo euristico, non un algoritmo. (P.V.)

 

"Rimango sempre sorpreso dalle reazioni suscitate dai miei film. Essi contengono, in generale, una quantità sufficiente di verità che di certo turberà qualcuno".

(tratto da "Kubrick" di Michel Ciment, 1987)

 

"Non ho mai imparato alcunché a scuola e non ho mai letto un libro per mio piacere fino ai 19 anni".

(tratto da "The Making of Kubrick's 2001" edited by Jerome Agel, 1970, Signet, riportata in http://pages.prodigy.com/kubrick/kubquot.htm , libera traduzione di P.V.)

 

"I think the big mistake in schools is trying to teach children anything, and by using fear as the basic motivation. Fear of getting failing grades, fear of not staying with your class, etc. Interest can produce learning on a scale compared to fear as a nuclear explosion to a firecracker." 

(tratto da "The Making of Kubrick's 2001" edited by Jerome Agel, 1970, Signet, riportata in http://pages.prodigy.com/kubrick/kubquot.htm)

 

"C'è un aforisma assai noto che dice che quando un regista muore diventa un fotografo. E' un'osservazione acuta ma un po' superficiale e di solito proviene da quel tipo di critici che si lamentano perché un film ha una fotografia troppo bella. Ad ogni modo ho iniziato come fotografo. Ho lavorato per la rivista Look dai diciassette ai ventuno anni. [...] Quell'esperienza per me ebbe un valore inestimabile, non solo perché imparai un sacco di cose sulla fotografia, ma anche perché mi fornì una rapida educazione su come andavano le cose nel mondo. [...] Mi divertivo tremendamente a quell'età, ma alla fine quegli abiti mi diventarono stretti, specialmente perché la mia massima ambizione era sempre stata quella di fare del cinema. I soggetti che Look mi assegnava erano in genere abbastanza stupidi. [...] Occasionalmente avevo l'opportunità di fare una storia interessante su qualche personaggio. Una di queste fu su Montgomery Clift, che era agli inizi della sua brillante carriera. La fotografia certamente mi fece compiere il primo passo verso il cinema. Per girare un film interamente da soli, come feci inizialmente io, si può non saperne molto di tutto il resto, però bisogna conoscere bene la fotografia".

(tratto da "Kubrick" di Michel Ciment, 1999)

 

"Ho cominciato (a lavorare alla sceneggiatura de Il dottor Stranamore, n.d.r.) con il desiderio di raccontare una storia seria. Lavoravo alla sceneggiatura e dopo alcune settimane finii per rendermi conto che tutte le buone idee, tutte le cose verosimili erano ridicole... Certo, ciò che dovevo fare era solo dello humor nero, dato che tutto ciò che sembrava veridico si ricollegava a questo genere...  

(W. Renaud, "Entretien avec S.K.", Positif, n° 100-101, dicembre 1968-gennaio 1969,  riportato in "I film di Stanley Kubrick" di R. Lasagna e S. Zumbo)

 

"2001 e' un'esperienza non verbale. Su due ore e diciannove minuti di film, non ci sono neppure quaranta minuti di dialoghi. Ho cercato di creare un'esperienza visiva che aggira la comprensione e le sue costruzioni verbali, per penetrare direttamente l'inconscio con il suo contenuto emozionale e filosofico... Ho voluto che il film fosse un'esperienza intensamente soggettiva che colpisce lo spettatore a livello profondo della coscienza, proprio come la musica...".   

("Interview with S.K.", Playboy, 1968, di Norden E. riportato in "I film di Stanley Kubrick" di R. Lasagna e S. Zumbo)

 

"Il concetto di Dio sta al cuore di 2001, ma non quello delle immagini tradizionali e antropomorfiche di Dio. Non credo in nessuna delle religioni monoteistiche terrestri, ma sono sicuro che si potrebbe costruire un'affascinante e interessante definizione scientifica di Dio, se si accetta il fatto che ci sono circa 100 miliardi di stelle nella sola nostra galassia, che ogni stella può essere un Sole che dà vita e che esistono circa 100 miliardi di galassie nel solo universo visibile. La qualità che potrebbero avere entità extraterrestri sviluppate fino all'incorporeità, sono molto simili a quelle che si usa attribuire a Dio. In ciò mi ha affascinato il soggetto".

(tratto da "Stanley Kubrick" di E. Ghezzi, ed. Il Castoro Cinema, 1995)

 

"Arancia meccanica parla dei tentativi di limitare nell'uomo la libertà di scegliere fra bene e male. [...] Questa è l'idea fondante della storia, il suo contenuto; ma l'elemento cui si deve la riuscita drammatica e artistica è la creazione assolutamente unica di Burgess, lo straordinario personaggio di Alex, che rappresenta l'inconscio. Il presidente della Motion Picture Association, Aaron Stern, che è anche psichiatra, ha elaborato un'interpretazione molto interessante: secondo lui, Alex all'inizio del film rappresenta l'uomo allo stato di natura. La "tecnica Ludovico" corrisponde in termini psicologici al processo di civilizzazione: la malattia che ne consegue può essere vista come la nevrosi imposta all'individuo dalla società. La liberazione finale che il pubblico avverte corrisponde alla sua stessa rottura con la civiltà. Ovviamente, tutto ciò accade a livello inconscio. Non è il significato letterale del film, ma è uno degli elementi che provocano l'identificazione dello spettatore con Alex". 

(tratta da un'intervista di Michel Ciment a Kubrick, apparsa in appendice a "Arancia Meccanica",  Einaudi Tascabili 351, 1996)

 

"Comunisti... Fascisti... Gli estremisti condividono lo stesso disprezzo nei confronti dell'uomo. Differiscono sostanzialmente nel programma. Hitler amava la buona musica, e molti capi nazisti erano uomini colti e sofisticati, ma ciò non giovò molto a loro, ne' a chiunque altro". 

("Entretien avec Stanley Kubrick", Postif, n° 139, giugno 1972, riportato in "I film di Stanley Kubrick" di R. Lasagna e S. Zumbo)

 

"Le avventure di Alex sono una sorta di mito psicologico. Il nostro subconscio prova un senso di sollievo in Alex proprio come gli accade nei sogni. Esso soffre nel vedere Alex imbavagliato e punito dalle autorità mentre una buona parte della nostra coscienza ammette che deve essere così". 

(M. Ciment, "Entretien avec S.K.", Positif, n° 139, giugno 1972, riportato in "I film di Stanley Kubrick" di R. Lasagna e S. Zumbo)

 

"Non ci sono prove che la violenza nei film o alla televisione provochi violenza sociale. Cercare di addossare ogni responsabilità all'arte come causa di vita mi sembra uno sviare il problema ignorandone le cause principali. L'arte rimodella la vita ma non la crea, non la produce".

(tratto da "Stanley Kubrick" di E. Ghezzi, ed. Il Castoro Cinema, 1995)

 

"Barry Lyndon offriva l'opportunità di fare una delle cose che il cinema può realizzare meglio di qualunque altra forma d'arte, presentare cioè una vicenda a sfondo storico. La descrizione non è una delle cose nelle quali i romanzi riescono meglio, però è qualcosa in cui i film riescono senza sforzo, almeno rispetto allo sforzo che viene richiesto al pubblico". 

(tratto da "Kubrick" di Michel Ciment, 1999)

 

"Penso che il cinema muto avesse molte più qualità del cinema sonoro. Barry e Lady Lyndon siedono entrambi al tavolo da gioco e si scambiano lunghe occhiate. Non dicono una parola. Lady Lyndon esce sulla terrazza per prendere un po' d'aria. Barry la segue. Si fissano negli occhi e si baciano. E ancora non hanno detto una sola parola. E' tutto molto romantico, però nello stesso tempo credo che suggerisca quell'attrazione vuota che sentono l'uno per l'altra e che scomparirà con la stessa rapidità. Prepara cioè il terreno a tutto quello che seguirà nel loro rapporto. Credo che gli attori, le immagini e la musica di Schubert funzionassero bene insieme".

(tratto da "Kubrick" di Michel Ciment, 1999)

 

"C'è inoltre la novella di Arthur Schnitzler, Traumnovelle, che vorrei fare ma su cui non ho ancora cominciato a lavorare. E' un libro difficile da descrivere -e quale buon libro non lo è? Esplora l'ambivalenza sessuale di un matrimonio felice e cerca di equiparare l'importanza dei sogni e degli ipotetici rapporti sessuali con la realtà. Tutta l'opera di Schnitzler è brillante dal punto di vista psicologico ed egli fu molto ammirato da Freud".  

(tratto da "Kubrick" di Michel Ciment, 1999)

 
 

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