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A Clockwork Orange  -  Arancia Meccanica          (1971)
 
 
"Sono diventato quasi cieco per Stanley Kubrick. Per tenere gli occhi aperti così mi hanno dovuto fare più di una anestesia. Ma dopo quella scena sono dovuto stare fermo due settimane per riprendermi. Quel bastardo di Kubrick, con mio terrore mi ha costretto più tardi a ripetere quella scena perché gli serviva un primo piano. Era davvero un sadico".

Malcolm McDowell, Il Corriere della Sera, 15/6/2005

 

 

"Nel 1945, al ritorno dal fronte, in un pub di Londra ho sentito un cockney (espressione usata dagli inglesi per distinguere un londinese) ottantenne dire di qualcuno che era "sballato come un'arancia meccanica". L'espressione m'incuriosì per la stravagante mescolanza di linguaggio popolare e surreale. Per quasi vent'anni avrei voluto utilizzarla come titolo per qualche mia opera: ne ho avuto poi l'occasione quando ho concepito il progetto di scrivere un romanzo sul lavaggio del cervello".

Anthony Burgess

 

 

"....il linguaggio è una parte assai importante del romanzo ed esso contribuì anche molto al film. Penso che Arancia Meccanica sia uno dei rarissimi libri in cui uno scrittore abbia giocato con la sintassi introducendo parole nuove che funzionassero".

 

Dizionario Nadsat, lo slang usato in Arancia meccanica

 

"L'idea centrale del film riguarda il problema della libertà di scelta. Se veniamo privati della possibilità di scelta tra il bene e il male perdiamo la nostra umanità ? Diventiamo, come suggerisce il titolo, un' arancia meccanica ? [...] Alex rappresenta l'inconscio, l'uomo allo stato naturale. Con la cura Ludovico è stato civilizzato, e la malattia che ne segue può essere vista come la nevrosi imposta dalla società. [...] 

 

Se prima non avessimo visto Alex agire come un delinquente brutale e spietato, sarebbe stato fin troppo facile essere poi d'accordo sul fatto che lo Stato commette una colpa più grave nel privarlo della sua libertà di scelta tra il bene e il male. Deve essere chiaro che è sbagliato trasformare anche i peggiori criminali in vegetali, altrimenti si cadrebbe nella stessa trappola logica dei vecchi western hollywoodiani contro il linciaggio, che vanificavano sempre il proprio assunto mostrando il linciaggio di un innocente. Naturalmente nessuno metterà in discussione il fatto che non si debba linciare un innocente, ma saranno d'accordo sul fatto che è altrettanto sbagliato linciare un colpevole, fosse anche qualcuno colpevole di un crimine orribile ? [...]

 

Il film esplora le difficoltà di riconciliare il conflitto tra libertà individuale e ordine sociale. Alex esercita la sua libertà di essere un delinquente finché lo Stato non lo trasforma in un innocuo zombie che non è più in grado di scegliere tra il bene e il male. Una delle conclusioni del film è che naturalmente ci sono dei limiti entro i quali la società deve rimanere nel mantenimento della legge e dell'ordine. La società non dovrebbe  fare una cosa sbagliata per un motivo giusto, anche se spesso  fa la cosa giusta per il motivo sbagliato. [...]

 

Alla fine il governo è indotto ad usare i membri più crudeli e violenti della società per controllare tutti gli altri: un'idea non del tutto nuova o mai sperimentata. Perciò l'ultima battuta di Alex, "Ero proprio guarito", si può interpretare in modo analogo all'ultima battuta de Il dottor Stranamore, "Mein Fuhrer, posso camminare". Le immagini finali di Alex visto come un bambino che viene nutrito col cucchiaino da una società corrotta e totalitaria, e quella della rinascita di Stranamore dopo la sua miracolosa guarigione dalla paralisi, sembra che funzionino bene sia dal punto di vista drammatico sia come espressione di un'idea".

 

Stanley Kubrick, tratto da "Kubrick" di M. Ciment

 


 

regia: Stanley Kubrick;
soggetto e sceneggiatura: Stanley Kubrick dal romanzo omonimo di Anthony Burgess;
fotografia: (colore) John Alcott;
scenografia: John "Johnathan" Barry;
arredamento: Russel Hagg, Peter Sheilds;
costumi: Milena Canonero;
dipinti e sculture speciali (utilizzati in particolare nella sequenza della "signora dei gatti"): Herman Makkink, Cornelius Makkink, Liz Moore, Christiane Kubrick;
titoli: Jimmy Liggat;
musica: Walter Carlos (brani elettronici originali e arrangiamenti elettronici di classici), Ludwig van Beethoven, Gioacchino Rossini, Edward Elgar (brani scelti da Kubrick); Terry Tucker, Erika Eigen (I want to marry a Lighthouse Keeper);
suono: Brian Blamey (montaggio), John Jordan (registrazione), Bill Rowe e Eddie Haben (mixaggio);
montaggio: Bill Butler (assistenti Gary Shepherd, Peter Burgess, David Beesley);
trucco e capelli: Leonard di Londra;

 

 
 

 

interpreti:

 

Malcom McDowell  Alex
Patrick Magee  il signor Alexander, lo scrittore
Michael Bates  guardiano capo
Warren Clark  Dim
John Clive  attore della prova di guarigione
Adrienne Corri  la signora Alexander
Carl Duering  dottor Brodsky
Paul Farrel  il vagabondo
Clive Francis  il giovane a pensione dai genitori di Alex
Michael Gover  governatore della prigione
Miriam Karlin  la signora dei gatti
James Marcus  Georgie
Sheila Raynor  la madre di Alex
Philip Stone  il padre di Alex
Anthony Sharp  il Ministro

produttore: Stanley Kubrick per Warner Brothers/Hawk Films/Polaris Productions;
produttore associato:  Bernard Williams;
distribuzione: Warner Brothers/Columbia Pictures;
origine: Gran Bretagna;
durata: 137' (girato in Gran Bretagna, studios di Pinewood a Londra, studi EMI-MGM a Borehamwood, ed esterni).

 
 

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